Matteo Claudio Zarrella

Quid est veritas?

Isbn 978-88-97741-64-0 formato 13 x 21 | 282 pagine | euro 15,00

Il dramma della passione e morte di Cristo soffre a star chiuso in un libro. È un dramma destinato a ripetersi. “Perché Dio ha voluto farsi processare e condannare alla Croce?” Una domanda che, come scagliata nell’acqua, avrebbe dovuto suscitare giri concentrici di nuove, impreviste, riflessioni. Azzardo io stesso una risposta: il processo ingiusto, fondato su una accusa ingiusta, con una condanna ingiusta, una pena ingiusta alla flagellazione, alla gogna dello scherno e alla straziante crocifissione, tutto doveva servire ad amplificare, dal pulpito di un patibolo, dalla vetta del Calvario, il messaggio dell’innocente crocifisso.

Matteo Claudio Zarrella ha esercitato la sua attività di Magistrato, a cominciare da quella di Pretore del mandamento di Pachino fino a quella attuale di Presidente del Tribunale di Lagonegro, sempre affidando alla scrittura un momento di riflessione e di sorveglianza della coscienza sulla pratica giudiziaria. Ha attraversato le esperienze di un “codice” e di un “altro”, nel susseguirsi delle leggi, mutevoli e fallibili anch’esse, messe al confronto con i grandi ed esaltanti valori ideali della Verità e della Giustizia, immanenti ed eterne aspirazioni di una umanità in perenne “marcia” per la conquista dei suoi diritti. Con questa motivazione, in Ferentino nel 2009 gli è stato conferito il Premio Cultura Don Giuseppe Morosini. Tra i suoi scritti: Ripudiare la guerra, conquistare la pace, in «Testimonianze», anno 1989 (rivista di padre Ernesto Balducci); Cesare Pavese, oggi, in «Testimonianze», anno 1990; Le tavolate dei Misteri, in Enciclopedia illustrata di Avellino e dell’Irpinia, 1996; Quid est veritas, Sellino editore, prima edizione, marzo 2002; Avellino e la sua provincia nella catastrofe della guerra, 2004, contributo pubblicato a cura della Provincia di Avellino; Un incontro con Borges, in «Corriere del Mezzogiorno – Corriere della Sera» del 26 maggio 2007; Il caso Troisi: la colpa di un giudice scrittore, in La Giustizia della Letteratura, ed. Riscontri, 2008.
 

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