Nicola Vottiero

Lo specchio de la cevertà
o siano schirze morale aliasse lo calateo napolitano


a cura di Elvira Garbato

Isbn 978-88-97741-74-9 | formato 13x21 | 320 pagine | euro 10,00

Il motivo ricorrente nello Specchio de la cevertà di Nicola Vottiero è che la maleducazione non è adatta ai galantuomini. L’Autore ci somministra così circa duecento regole di buona creanza, un vero e proprio galateo – tale del resto è il sottotitolo – destinato, per la verità, soprattutto a lo puopolo menuto (pocca pe li nobbele non serve, che lo portano mparato da cuorpo a le mamme loro). Considerata l’epoca, non sappiamo come il popolo minuto avrebbe potuto far tesoro di norme scritte, anche se in napoletano, vista il diffuso analfabetismo. Ma sarà stato un suo vezzo? O non piuttosto il pretesto per raccontare gli aneddoti, cioè gli schirze anche se morale che accompagnano questi precetti di cevertà? Il linguaggio usato è, nel registro, nello spirito e nella schiettezza, prettamente popolaresco e manifesta la stessa tendenza all’ironia e alla caricatura di Basile, Cortese e Sgruttendio, per nominare i più grandi della letteratura napoletana precedente.

Elvira Garbato si è occupata della produzione letteraria napoletana, prevalentemente del ’600 e del ’700. Ha pubblicato, con le edizioni Magma di Napoli, un saggio sulla Tiorba a taccone de Felippo Sgruttendio de Scafato, con traduzione in versi della stessa; ha curato per Editrice Gaia, nella collana Parnaso napolitano, i Ciento e uno cunto di Francesco Morlicchio, Li nnammorate correvate (con traduzione) di Pietro Trinchera e la traduzione integrale dell’Odissea di Omero in napoletano. Ha pubblicato articoli su periodici scientifici e divulgativi, sul mondo arabo, e assieme ad Angelo Pesce, il volume Marvel of the Desert – The Camel in Saudi Arabia, con la Immel Publishing di Londra. Sempre con Editrice Gaia, insieme a Redenta Formisano, ha pubblicato il romanzo Biondo menopausa.

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